venerdì 1 ottobre 2021

ottobre 01, 2021




Abbiamo intervistato Emanuele Panizza, candidato sindaco per il Movimento 3V

Come mai ha deciso di lasciare il Movimento 5 Stelle?

In questi anni di governo il Movimento 5 Stelle ha abbandonato gli ideali e i progetti di partenza. Avevano annunciato tante battaglie come il no alla TAV e il no alla TAP, ideologicamente erano nati con l'obiettivo di non scendere a compromessi e non allearsi con altri partiti politici e soprattutto mai con il PD, quello che era considerato il partito di Bibbiano. Nel momento in cui hanno formato il nuovo governo insieme al PD ho deciso di abbandonarli.

Perché ha aderito al progetto del Movimento  3V? 

Sentendomi tradito  dal Movimento 5 Stelle, nel 2020 ho scoperto il Movimento 3V in cui mi riconosco veramente per ideali e valori. 

Se dovesse essere eletto sindaco cosa farebbe come prima cosa?

Eliminerei il green pass in quanto causa di discriminazioni sociali in ambito lavorativo e intimo; inoltre obbligare solo il vaccinato fare il tampone non ha nessuna valenza scientifica, o fai il tampone a tutti o non lo fai a nessuno.


Come si può rilanciare Ravenna nel post pandemia?

Intervenendo su tutti i settori con investimenti mirati soprattutto nelle infrastrutture. Negli ultimi 15 anni a Ravenna non è stata realizzata alcuna opera pubblica degna di questo nome. Ravenna ha uno dei porti più importanti in Italia, ma è rimasta isolata e scollegata dalle principali vie di comunicazioni stradali,  ferroviarie e aeroportuali.


Che rapporto vorrebbe instaurare con i cittadini soprattutto con i più giovani che difficilmente riescono a inserirsi nella vita cittadina?

Voglio puntare sull'ascolto e sul cambiamento del sistema scolastico. Oggi la scuola non riesce a formare nuove generazioni alla vita cittadina e politica oltre che lavorativa. Una delle nostre idee sarebbe quella di integrare il percorso scolastico con attività formative dal punto di vista turistico per andare a sfruttare al meglio questo settore che è una risorsa fondamentale per Ravenna. Andrebbe insegnato a scuola il codice della strada per educare i giovani che girano in bicicletta, in motorino o con i pattini ed è anche necessario avvicinare i giovani alla politica facendo veder loro quello che succede a Palazzo Merlato, dove spesso si decide della vita dei cittadini senza il coinvolgimento dei cittadini stessi.


Come è stato essere consigliere comunale?

L’esperienza è stata veramente interessante e formativa in quanto ti trovi al centro della vita della tua città e non c’è nessuna informazione che ti possa sfuggire e credo che anche i più giovani dovrebbero avvicinarsi a questo mondo e capirne il funzionamento. 


Il luogo di Ravenna a cui lega i ricordi più belli? 

La Rocca Brancaleone, perché quando ero piccolo era il luogo di ritrovo e di giochi con gli amici. 


Alla nostra età (16 anni), cosa faceva?

Tanto sport e tanta vita all'aria aperta. Finiti i compiti si giocava per tante ore in strada.


Altre passioni oltre alla politica?

Prima di tutto lo sport, ma anche lettura, cinema, enigmistica, giochi con le carte. Ho tante passioni e cerco di coltivarle tutte.


Una frase o una citazione che non dimenticherà mai?

"Che peso la spesa... e con queste scarpe poi". Una pubblicità degli amaretti di Saronno. 
Una frase simpatica che per me ha molti significati. Spesso la vita si complica, perché si è costretti ad affrontarla con le scarpe di altri.


Un suo  pregio e suo un difetto?

Un mio pregio è l'onestà, di difetti ne ho tanti,  ma direi che avendo troppe passioni non sono riuscito a coltivarne nessuna fino in fondo.

Quanto è stressante la vita politica?

Trovo che sia molto stressante, perché se vuoi fare politica per quello che realmente dovrebbe essere e cioè soddisfare le esigenze del popolo, devi assumerti delle responsabilità ed impegnarti attivamente per raggiungere obiettivi utili per la comunità e quando non ci riesci è frustrante. 

Un messaggio da lanciare ai cittadini.

Documentatevi sempre e comunque senza mai fermarvi alle prime fonti cercando anche delle alternative.

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