lunedì 20 settembre 2021

settembre 20, 2021


Oggi abbiamo intervistato Renald Haxhibeku.

Cosa si aspetta dal ruolo di consigliere comunale?

Io mi aspetto che il consigliere comunale faccia da tramite tra la cittadinanza e le istituzioni. Il consigliere deve essere il portavoce delle proposte, delle istanze, delle problematiche e  delle criticità che i cittadini esprimono nei confronti delle istituzioni, deve essere quindi la voce del popolo all'interno delle sedi opportune. Ovviamente il consigliere non deve limitarsi ad essere un passaparola, ma deve dare il proprio contributo, offrendo la propria esperienza, ricordando sempre l'interesse delle persone. In breve ritengo che il consigliere comunale deve ricordarsi sempre da dove viene, cosa rappresenta e cosa può portare nei 5 anni di mandato a beneficio della comunità. 
Un altro aspetto che ritengo molto importante è che il consigliere debba stare in mezzo alla gente per ascoltarne i problemi.
Questo è un ruolo che consente di avere molte soddisfazioni, ma oltre ad essere un onore, deve essere anche un onere: il consigliere deve essere disponibile 24 ore su 24 per i propri cittadini. 


Che rapporto vuole instaurare coi cittadini, soprattutto con i giovani, che sono i più difficili da inserire nella vita cittadina?

Questa è una domanda interessante. A Ravenna, come in molte altre città, la politica è seguita soprattutto dalle persone adulte. Un giovane che decide di candidarsi in politica deve considerare che i ragazzi non si sentono ascoltati. Io ho l'ambizione di rappresentare una comunità, una generazione che non viene ascoltata e ritengo che un consigliere comunale deve essere in grado di parlare con le nuove generazioni, cercare di capirne le esigenze e cercare di dare delle soluzioni alle problematiche dei più giovani, come il lavoro o il divertimento. 
"Il consigliere comunale dovrebbe porsi queste criticità, focalizzarsi sulle esperienze che ha avuto e avrà e cercare di trovare un dialogo con i giovani".


Un pro e un contro di un'età giovane in un ambiente come la politica?

Positivo è portare una ventata di aria fresca in un ambiente che solitamente è frequentato da una popolazione di età avanzata. Ciò non significa soltanto portare persone giovani, ma anche portare una nuova mentalità che possa essere più fresca, più lungimirante, più innovativa
Di contro c'è la mancanza d'esperienza su ciò che è la vita comunale. Un giovane può peccare di inesperienza. 
La politica non è semplice, non è slogan. La politica è complessa e va trattata in maniera seria e dettagliata. 


Come si è avvicinato alla politica?

Fin da piccolo mi piaceva la politica.
Quando andavo alle elementari guardavo le dirette della Camera dei Deputati, naturalmente all'inizio non capivo niente. Pian piano mi sono informato sempre di più, prima tramite i miei genitori, poi leggendo, studiando e cercando di essere sempre il più aggiornato possibile sulla situazione locale e nazionale.
Questa passione l'ho portata avanti attraverso il volontariato, attraverso esperienze che mi hanno portato a conoscere diverse persone, mettendomi in gioco anche solo per rappresentare una piccola fetta di popolazione dove c'era bisogno di volontari. Questo mi ha aiutato a crescere. Per me la politica è stare in mezzo alle persone e questo ti porta ad avere una certa sensibilità di fronte a certe tematiche. 
Così sono diventato militante del PD e mi sono unito alla sezione giovanile: i Giovani Democratici. Ho scoperto che c'era un altro modo di fare politica, con certe dinamiche che potevano dare dei frutti, perché far parte di un partito, di una giovanile, ti permette di schierarti e di dare un'idea precisa al cittadino. 


Cosa significa far parte del PD oggi?

Io penso che far parte del PD oggi, ieri o domani debba avere lo stesso significato. Deve voler dire far parte di una comunità con idee di sinistra, che ha come priorità i diritti degli ultimi, dei più deboli, una comunità che sia sensibile a tematiche importanti come l'istruzione e il lavoro. Significa riconoscersi in un gruppo coeso e unito, dove ognuno porta le proprie idee che confluiscono in un unico percorso. 
Oggi più che mai c'è bisogno di gente che si interessi a tematiche di sinistra e che entri nel mondo politico.


Come spera si indirizzi la sua carriera in futuro?

Chi fa il consigliere comunale non pensa di sicuro a una carriera politica. L'intento di chi vuole fare il consigliere comunale è quello di stare in contatto coi cittadini
Al momento non penso a una carriera politica, ma solo a dare un contributo importante alla città.


Ci sono state delle difficoltà nella vita di tutti i giorni dalla sua candidatura?

Personalmente no. Molti dei miei conoscenti hanno guardato in maniera positiva questo mio percorso. Non ho trovato criticità, ma da parte di tanti buona predisposizione nei miei confronti dopo la mia candidatura. 
Penso che chi sceglie di dare un contributo alla comunità, a prescindere dal credo politico, vada valorizzato.


Altre passioni?

Innanzitutto la politica è uno dei miei maggiori interessi.
Poi mi piace molto lo sport e reputo che lo sport di gruppo sia fondamentale nella vita dei ragazzi, perché permette una maggiore crescita nella comunità. Mi piace molto il calcio, ma apprezzo anche gli sport da combattimento per lo spirito di sacrificio degli sportivi.
Sono amante della cultura nipponica, dei manga e degli anime che da molti vengono considerati semplici cartoni, ma in realtà esistono delle opere che trattano tematiche molto importanti.
Un'altra passione è la storia, perché penso che senza la conoscenza del passato non ci può essere un presente o un futuro.


Un consiglio su un percorso di studio o su autori per iniziare un percorso politico?

Sicuramente una persona può informarsi attraverso le associazioni di volontariato
Se uno non conosce associazioni, può informarsi tramite la lettura dei tanti libri che trattano di politica. 
La cosa importante che può fare una persona è rimanere il più possibile informata.


Un messaggio da lanciare ai cittadini?

Andate a votare
Votare è molto importante, è un diritto che nessuno ci deve togliere. La politica è un concetto nobile, che purtroppo negli ultimi anni è stato infangato da persone che l'hanno ridotta a livelli infimi. Per cambiare le cose bisogna votare, esprimere la propria volontà.
Non andare a votare significa non interessarsi a quello che ci circonda.

Intervista a cura di Mattia Karol Giannetto e Lia Bassi.


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