giovedì 16 settembre 2021

settembre 16, 2021


In vista delle prossime elezioni comunali abbiamo fatto qualche domanda al candidato sindaco di Forza Italia, Alberto Ancarani.

Perché ha deciso di candidarsi?

Ho deciso di candidarmi perché credo di aver maturato una sufficiente esperienza per poter dire ai Ravennati che c'è una possibile alternativa a chi li ha governati fino ad oggi. Credo, dopo due mandati da consigliere comunale, di poter essere un'alternativa credibile per il governo della città.

Quali sono state le sue soddisfazioni negli ultimi 5 anni di Consiglio comunale?

Sono particolarmente lieto di aver contribuito a determinare il cambiamento del direttore generale di AUSL Romagna, in particolare credo che la direzione generale di Marcello Tonini sia stata la peggiore delle direzioni generali dalla sua esistenza e ritengo che le battaglie con convocazioni di Consigli comunali straordinari a mia prima firma nei confronti di una gestione pessima, in particolare dell'ospedale di Ravenna, abbiano fatto in modo che non venisse rinnovato quell'incarico. Credo pertanto di aver fatto il bene dei Ravennati.


Se vince le elezioni, cosa vuole fare per migliorare Ravenna?

Io credo che il problema più grande di Ravenna sia il suo isolamento, in particolare infrastrutturale. Ritengo pertanto che la prima delle cose da fare sia, sbattendo i pugni sul tavolo e senza avere il timore riverenziale nei confronti delle altre città dell'Emilia-Romagna e del ministro di turno, ottenere da ANAS dei collegamenti con Ravenna decorosi e io ho inoltre un obiettivo ferroviario particolarmente simbolico, ovvero il completamento del secondo binario nella tratta Russi-Castel Bolognese. Col raggiungimento del secondo binario, so che velocizzerei quella tratta. 

Coi cittadini che rapporto vorrebbe instaurare, soprattutto con i giovani?

Il politico a Ravenna è facilmente contattabile dal cittadino. Il problema sulle nuove generazioni è un problema forte non presente solo a Ravenna. Io credo che dimostrando che quando si promette qualcosa lo si realizza, anche le nuove generazioni avranno una maggiore fiducia nella politica. La politica è rilevante nella vita dei giovani e una volta che si riesce a far capire alle nuove generazioni che ci si sta occupando di loro, a mio avviso si ottiene un gran risultato.

Da quando ha deciso di candidarsi come sindaco di Ravenna, ha riscontrato difficoltà nella vita di tutti i giorni?

Io faccio politica da anni, sono abituato a sostenere la tensione, a fare proposte e a farmele bocciare. Sono abituato anche ad essere quello in minoranza, quindi non ho subito particolari pressioni per essermi candidato sindaco

Qual è il suo modello politico? 

Io vengo dalla tradizione di Forza Italia, il partito di Silvio Berlusconi, uomo che oggi non è più al centro dell'attenzione mediatica come negli anni precedenti, ma ritengo che resti, in questa fase di nuovi rappresentanti del centro-destra, il più lucido e moderato, l'unica figura capace di avere una visione politica di centro-destra per questo paese. Sentendomi una persona di centro-destra, vedo in Berlusconi un modello politico nei programmi e nei valori che ha rappresentato nell'ambito di chi lo ha votato, programmi e valori che ritengo siano ancora attuali.

Cosa significa essere di centro-destra oggi?

Non c'è nulla di più sinistra nel nostro paese del politically correct, che è la nuova religione laica. Il politically correct è un'uguaglianza alla fine del percorso e non all'inizio. Ritengo che essere di centro-destra significhi essere tutti uguali all'inizio del percorso e nel finale il singolo individuo deve essere in grado di evolversi, di autodeterminarsi. Inoltre penso significhi avere un'attenzione al sociale, che non significhi la presenza dello Stato "dalla culla alla bara".

Qual è il luogo di Ravenna a cui lega i ricordi più belli?

Il luogo di Ravenna a cui lego i ricordi più belli probabilmente è la Biblioteca Oriani, perché, mentre facevo lo studente di giurisprudenza, ho passato tanti mesi lì a studiare e quindi credo sia il luogo che maggiormente sento con un po' di affezione. 

Altre passioni oltra la politica?

Sono un dirigente nazionale di Federscherma, che, nonostante qualche passo falso, è a oggi la federazione italiana più medagliata. La mia passione più grande è quindi la scherma e per me è un grande onore occuparmi di questo lato dello sport.

Com'è nata la passione per la scherma?

Perché guardavo "Zorro" in quinta elementare.

Un pregio e un difetto?

Inizierei dal difetto: a volte posso dare l'idea di avere una troppa considerazione di me stesso. Il mio pregio è che dico la verità in faccia.

Un messaggio che vorrebbe dare ai cittadini?

Io credo che questa città abbia bisogno di cambiamento e dico ai cittadini che se non vogliono votare me, votate altri candidati di area centro-destra. Io credo che questa città avrebbe bisogno di scoprire che può essere governata da una parte politica diversa da quella che l'ha governata in tutti i decenni precedenti.


Intervista a cura di Mattia Karol Giannetto e Lia Bassi.

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