mercoledì 15 settembre 2021

settembre 15, 2021


In vista delle prossime elezioni comunali abbiamo fatto qualche domanda all'assessore Gianandrea Baroncini, candidato di Ravenna Coraggiosa.

Cosa le piace e cosa non le piace di Ravenna?
Io adoro Ravenna. è la mia città... Una città a misura d'uomo, dove sono nato e dove conosco molte persone. Spesso, per esempio, mi piace dire che ho già litigato da tempo con quasi tutti quelli con cui dovevo litigare e queste dinamiche da paesone mi danno certezze. Ravenna è la città giusta per me e penso che lo possa essere anche per la mia famiglia e i miei figli.      

Di Ravenna non mi piace quel tratto di provincialismo che a volte diventa eccessivo e quel perbenismo che continua ad essere radicato. Ho sempre lottato per renderla migliore, più inclusiva, più aperta, più solidale e sostenibile.                                                                                            

Cosa le piaceva fare alla nostra età a Ravenna?                                                          
Ricordo gli “anni del motorino”, le carovane verso il centro nei sabati invernali e verso il mare durante l’estate, ricordo quando arrivava il luna park e quando iniziava la Festa dell’Unità,  "non mi perdevo mai una sera". Ricordo volentieri le serate tra Buddy’s, Mac Gowan Pub, Zeppelin e Bastione. E poi la Cà del liscio la domenica pomeriggio e crescendo lo Xenos, il Bukowsky, i primi Happy hour nei bagni, il Kojak, lo Spartaco e il Valtorto. E come dimenticare le domeniche allo stadio a tifare Ravenna e le chiacchere nei parchetti di via Badiali e di via Tommaso Gulli.
D’estate spesso si andava nei campeggi, avevo amici al Villaggio del Sole, ricordo le feste al bagno Real e le sere al Banana Republic. Sembra passata una vita, ma ancora rido se ripenso a certi momenti. "Non c’erano i social, per fortuna".

Luogo di Ravenna a cui lega i ricordi più belli?                                                            
Sicuramente l’ITIS, dove ho vissuto anni meravigliosi.
Ma non si può non parlare del bagno Sottomarino e delle stagioni massacranti, ma con una compagnia di amici, colleghi, clienti e datori di lavoro splendidi. Poi le serate al “Fagiolo” a giocare a hockey con il caldo, il freddo, la nebbia e l’umidità, i pomeriggi al Mama’s con la chitarra in mano e le chiacchierate con Franco Ranieri, che presto da maestro di chitarra divenne consigliere di vita. Ultimo, ma non meno importante, la Cà Rossa, dove avevano sede la Sinistra Giovanile e il Movimento Studentesco.

Quando e come è nata la passione per la musica?                                                                
Ho sempre scritto molto…storie, poesie, aforismi, ma alla fine degli anni '90 ho deciso di mettere in musica i miei lavori.  Erano anni bellissimi, di fermento sociale, delle grandi marce per la pace, del forum sociale mondiale, che da Seattle a Porto Alegre faceva discutere i giovani di tutto il mondo. Erano gli anni delle contestazioni per la riforma Moratti e la svolta liberale dei governi di Berlusconi. Durante le occupazioni mentre tutti suonavano pezzi in inglese (andavano di moda le cover band), io sentivo la mancanza dei contenuti e della forza delle parole. Lì è nata l’esigenza di mettermi a fare rock sociale e diventare un rocker militante.  

Chi sono i suoi modelli artistici e politici?                                                                                      
Senza dubbio Berlinguer e Vasco Rossi. Entrambi, con stili diversi, parlando sempre in modo diretto e autentico, hanno creato una tale sintonia con le persone da riuscire a farle sentire parte di qualcosa di più grande e a riconoscersi nella loro narrazione. Questa è una cosa bellissima.

Se potessi trascorrere un giorno con un personaggio famoso vivo o morto chi sceglierebbe?  
Se potessi, passerei un'intera giornata a chiacchierare con Francesco Guccini, magari giocando a carte, con un buon bicchiere di vino e con la chitarra.

Una frase che non dimenticherà mai?
Quando penso a quale strada percorrere per avere un mondo migliore. mi vengono in mente tante cose e poche persone, una di queste è Gino Strada. Gino lascia un esempio unico e un vuoto incolmabile... e allora voglio dirti una delle sue frasi in cui più mi riconosco:Io non sono pacifista. Io sono contro la guerra

Ha dovuto compiere molti sacrifici per arrivare dov’è ora? 
Ho un percorso di attivismo politico molto lungo: dal Movimento Studentesco alla Sinistra Giovanile, passando per DS, Ulivo, PD, Articolo Uno fino ad arrivare a Ravenna Coraggiosa. Mi sono sempre dedicato con passione all’attività politica e di conseguenza ho fatto molti “sacrifici”. Ho dovuto rinunciare a molto del mio tempo libero, sacrificare una parte della mia vita privata, dei miei affetti, dell'amicizie, ma devo dire che ho sempre ricevuto in cambio molte soddisfazioni. Per molti anni sono stato responsabile della Festa Provinciale dell’Unità, mi trasferivo al campo l’ultima settimana di luglio e rientravo a casa la prima settimana di ottobre. Ho perso tanti ferragosto e serate, ma lo rifarei centomila volte! In politica e nell'amministrazione non ci sono orari, non c’è sabato, domenica o festivo che non possa essere utile per servire la comunità. Mi spiace molto per i miei bimbi Jacopo ed Elia che crescendo si rendono conto della mia assenza e spesso mi chiedono perché io sia sempre al lavoro, ma Diletta (mia moglie), i super nonni e gli zii sono bravissimi.

Come giudica la sua esperienza da Assessore? 
Sono sempre stato convinto che la politica sia un’azione collettiva. Dopo questi anni, passati ad amministrare durante la pandemia, sono ancora più convinto. Credo che amministrare la propria comunità sia il mestiere più bello e difficile del mondo. Abbiamo dovuto affrontare sfide drammatiche, che tutt’ora sono aperte e preoccupanti, sfide rispetto alle quali non ero assolutamente preparato. 
Ho sempre cercato di mantenere la “normalità” e il buonsenso"; il “potere decisionale” non si usa mai per comandare. Ho sempre cercato di ascoltare le cittadine e i cittadini che ho incrociato in questi anni, senza mai guardare nessuno dall’alto in basso, senza mai smettere di mettermi in discussione e senza permettermi di giudicare. Non sopporto la presunzione e secondo me “nessuno nasca imparato”. 
Ho sempre voluto stare in mezzo alla gente, perché sono convinto che non si possa decidere nulla restando solo negli uffici.. Non ho mai sopportato i tuttologi e infatti cerco sempre di capire le cose, riconoscendo i miei limiti.

Cosa ha fatto per migliorare l’ambiente il verde pubblico e il benessere animale?
La sfida ambientale è una sfida cruciale, perché l’emergenza climatica non aspetta e non ha colore politico. Fortunatamente soprattutto le giovani generazioni sono sempre più consapevoli degli effetti dell'inquinamento e dei cambiamenti climatici. 
Abbiamo piantato ettari di nuovi alberi, abbiamo spento l’inceneritore e il bitumificio in darsena, abbiamo investito per migliorare le fognature e abbiamo rinforzato la cintura verde attorno alla città potenziandola nella rete dei grandi parchi urbani (Baronio, Cesarea, Rocca, Giardini pubblici, Parco Teodorico), senza tralasciare le aree verdi di quartiere e dei paesi. Abbiamo dedicato molto del nostro lavoro alle pinete e alle zone naturali, anche se, essendo ambienti molto fragili e di transizione, "soffrono" molto l’allungarsi del periodo estivo, l’aumento delle temperature medie, l’assenza di precipitazioni e l’aumento del cuneo salino. Grazie al Ceas ra 21, abbiamo cercato di affiancare alle scelte amministrative anche un lavoro importante di costruzione di una cultura diffusa sui temi ambientali in tutte le scuole di ogni ordine e grado.
Abbiamo sempre cercato finanziamenti regionali, statali ed europei per i nostri progetti, anche quelli più ambiziosi. 
Abbiamo investito sul canile, sulle aree dedicate ai cani, sulle spiagge per animali, abbiamo rifatto il regolamento del verde, il regolamento delle pinete e cercato di difendere il benessere animale. Sono contento di avere portato la raccolta dei rifiuti porta a porta in tutto il forese e di avere presentato il Piano d’azione per l’energia ed il clima. Devo ringraziare tutto il servizio e tutte le volontarie e volontari in campo ambientale che danno un contributo importantissimo.

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