Abbiamo incontrato il sindaco Michele de Pascale.
Qual è la prima cosa da fare a Ravenna?
In questo momento la prima cosa è occuparsi del lavoro. In questo periodo c'è il rischio che con lo sblocco dei licenziamenti, tante persone perdano il posto di lavoro e che tanti giovani vengano penalizzati nell'ingresso del mondo del lavoro. Il primo pensiero che deve avere in questo momento il sindaco di Ravenna è creare le condizioni per cui ci sia lavoro sicuro e di qualità.
Come giudica il suo mandato da sindaco?
Complessivamente ne do un giudizio positivo. Credo che, insieme alla mia squadra, ho dato un impulso positivo alla città, ma ovviamente ci sono ancora tante cose da fare.
Nel suo mandato ha prestato molta attenzione e risorse alla Darsena. Come se la immagina da qui a cinque anni?
Come un grande quartiere europeo. La Darsena richiama zone di rigenerazione che vediamo nei centri di città molto innovative come Copenaghen, Amsterdam, Berlino, ... È il quartiere che in Romagna non esiste. Già oggi è un punto di ritrovo per i giovani di Ravenna e mi immagino che fra 4/5 anni diventi il fulcro della vita giovanile dei Romagnoli.
Cosa intende fare per il forese?
Ravenna è un comune molto complesso, è il secondo più grande di Italia. È chiaro che ci sono problemi diversi. Noi abbiamo investito tantissimo nelle scuole e ora vorremmo investire nelle sale studio nel forese riconvertendo luoghi oggi non utilizzati.
Che rapporto intende instaurare in questi nuovi cinque anni coi cittadini, soprattutto coi giovani, che sono i più difficili da integrare nella vita cittadina?
Come ha affrontato la situazione Covid e come intende affrontare questi anni di ripresa dalla pandemia?
Quali sono le difficoltà nel fare il sindaco a Ravenna?
Il luogo di Ravenna a cui lega i ricordi più belli?
Qual è la sua passione più grande?
Cosa faceva alla nostra età a Ravenna?
Fino a 16/17 anni ero molto introverso e un grande appassionato di videogiochi, giocavo anche a basket. Quando sono diventato rappresentante d'istituto mi è cambiata un po' la vita. Ho iniziato a giocare a pallavolo e la fase del divertimento. Fino a 16/17 anno ero sovrappeso, poi son dimagrito molto. È stata una fase di grande trasformazione per me.
Una frase o una citazione che non dimenticherà mai?
"Anche questo mondo, così ingiusto, può essere cambiato e migliorato" di Berlinguer. Spendere la propria vita per questo è un onore.
Un messaggio da lanciare ai cittadini?
Leggere con attenzione i programmi che sono stati presentati, ascoltare i candidati e fare una scelta libera. Andare a votare e scegliere è fondamentale.
Intervista a cura di Mattia Karol Giannetto, Sofia Merlo e Thomas Rodrigues.

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