domenica 26 settembre 2021

settembre 26, 2021


Abbiamo incontrato il sindaco Michele de Pascale.

Qual è la prima cosa da fare a Ravenna?

In questo momento la prima cosa è occuparsi del lavoro. In questo periodo c'è il rischio che con lo sblocco dei licenziamenti, tante persone perdano il posto di lavoro e che tanti giovani vengano penalizzati nell'ingresso del mondo del lavoro. Il primo pensiero che deve avere in questo momento il sindaco di Ravenna è creare le condizioni per cui ci sia lavoro sicuro e di qualità.


Come giudica il suo mandato da sindaco?

Complessivamente ne do un giudizio positivo. Credo che, insieme alla mia squadra, ho dato un impulso positivo alla città, ma ovviamente ci sono ancora tante cose da fare.


Nel suo mandato ha prestato molta attenzione e risorse alla Darsena. Come se la immagina da qui a cinque anni?

Come un grande quartiere europeo. La Darsena richiama zone di rigenerazione che vediamo nei centri di città molto innovative come Copenaghen, Amsterdam, Berlino, ... È il quartiere che in Romagna non esiste. Già oggi è un punto di ritrovo per i giovani di Ravenna e mi immagino che fra 4/5 anni diventi il fulcro della vita giovanile dei Romagnoli.


Cosa intende fare per il forese?

Ravenna è un comune molto complesso, è il secondo più grande di Italia. È chiaro che ci sono problemi diversi. Noi abbiamo investito tantissimo nelle scuole e ora vorremmo investire nelle sale studio nel forese riconvertendo luoghi oggi non utilizzati.


Che rapporto intende instaurare in questi nuovi cinque anni coi cittadini, soprattutto coi giovani, che sono i più difficili da integrare nella vita cittadina?

Io ho amato molto gli incontri coi ragazzi delle superiori, purtroppo interrotti durante il periodo di pandemia. Mi son sempre sforzato di ascoltare la voce dei più giovani e oggi il più vecchio della squadra del mio comitato elettorale ha 24 anni. 
Ovviamente non si può accontentare tutti: è giusto ascoltare tutti, però poi devi saper anche decidere, perché non tutti i cittadini la pensano allo stesso modo.


Come ha affrontato la situazione Covid e come intende affrontare questi anni di ripresa dalla pandemia?

Io ho affrontato il Covid mettendo la salute al primo posto. Ho sempre cercato di descrivere la pandemia con la sua durezza e ho cercato di sensibilizzare le generazioni più giovani al sacrificio per quelle più anziane. 
Ora il tema è la vaccinazione. Bisogna vaccinarsi. Non si può essere parzialmente pro vaccini. Oggi è fondamentale vaccinarsi. Le sfide sono completare la vaccinazione (siamo oltre l'80%) e il PNRR. Il PNRR è l'occasione finalmente di avere nuovi soldi, che però sono debiti per le nuove generazioni. Come spendere i soldi del PNRR è fondamentale: noi vogliamo spendere i soldi nelle scuole, nelle ferrovie e soprattutto nella transizione ecologica. 


Quali sono le difficoltà nel fare il sindaco a Ravenna?

Ravenna ha fatto un grande passo avanti nel rapporto tra la città e il mare. Ravenna deve vivere come una grande città di mare. 
Ravenna non deve essere una città di provincia. Abbiamo un territorio vastissimo, imprese a livello territoriale di valore nazionale, patrimoni dell'Unesco e ambientali senza pari. Un sindaco deve avere diverse competenze. Il sindaco deve sapersi interfacciare con tutti i tipi di lavoratori.


Il luogo di Ravenna a cui lega i ricordi più belli?

La spiaggia. 
Io sono innamorato delle nostre spiagge, sono uniche e a differenza delle altre spiagge della riviera romagnola non sono state cementificate.
Inoltre, mi affascina moltissimo la Basilica di Sant'Apollinare in Classe.


Qual è la sua passione più grande?

Se non dicessi la politica, direi una bugia. Fin da ragazzo mi ha sempre emozionato l'idea di rappresentare gli altri.
Nel tempo libero sono un grande tifoso juventino, faccio il fantacalcio, gioco a racchettoni, mi piace fare le passeggiate in montagna, la musica, diciamo, però, che in questo momento fra comune e famiglia ho il 99,9% del mio tempo impegnato.


Cosa faceva alla nostra età a Ravenna?

Fino a 16/17 anni ero molto introverso e un grande appassionato di videogiochi, giocavo anche a basket. Quando sono diventato rappresentante d'istituto mi è cambiata un po' la vita. Ho iniziato a giocare a pallavolo e la fase del divertimento. Fino a 16/17 anno ero sovrappeso, poi son dimagrito molto. È stata una fase di grande trasformazione per me.


Una frase o una citazione che non dimenticherà mai?

"Anche questo mondo, così ingiusto, può essere cambiato e migliorato" di Berlinguer. Spendere la propria vita per questo è un onore.


Un messaggio da lanciare ai cittadini?

Leggere con attenzione i programmi che sono stati presentati, ascoltare i candidati e fare una scelta libera. Andare a votare e scegliere è fondamentale.


Intervista a cura di Mattia Karol Giannetto, Sofia Merlo e Thomas Rodrigues.


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